Lee Gilley extradition: death penalty assurances and life imprisonment. Additional information requested from the United States

Extradition
🇮🇹Italy→🇺🇸United States
Request for assurances
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Court
Court of Appeal of Turin
Decision date
09/09/2026
Decision number
/
Main ground
Death penalty
Extradition type
Extradition
Language
Italian
🇬🇧 Summary
The Court of Appeal of Turin considered a United States extradition request concerning an individual sought in Texas for murder-related charges potentially exposing him to the death penalty or life imprisonment without parole. Although the requesting authorities had provided communications concerning the prosecutor’s intention not to seek the death penalty and information on possible plea agreements, clemency and post-conviction remedies, the Court found that the material supplied did not yet provide sufficiently clear and binding guarantees. In particular, it sought clarification as to whether the prosecutor’s waiver of the death penalty would be legally binding and whether, in the event of a life-without-parole sentence, mechanisms existed allowing a genuine review of the sentence on the basis of subsequent developments or rehabilitation. The Court therefore postponed its decision and requested, through the Italian Ministry of Justice, further information and assurances from the United States.
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Lee Gilley extradition: death penalty assurances and life imprisonment. Additional information requested from the United States, Court of Appeal of Turin, 9 September 2026, No /, in Extradition Hub, extraditionhub.com/case-law/death-penalty-life-without-parole-assurances-italy-united-states-9-2026
🇮🇹 Full Text

CORTE DI APPELLO DI TORINO
Sezione 2^ Penale

n. 23/26 mod. 6

La Corte di Appello di Torino, sezione II Penale nella persona dei magistrati

Dott.ssa Cristina PALMESINO — Presidente
Dott.ssa Emanuela CIABATTI — Consigliere
Dott.ssa Marta STERPOS — Consigliere Rel.

Riunita in camera di consiglio all’udienza del 15.7.2026;

vista la richiesta di estradizione avanzata il 3.6.2026 dagli Stati Uniti d’America nei confronti di [l’estradando], nato il 14.08.1986, C.U.I. 07HXQEX, difeso dall’[avv. difensore] del foro di Torino, di fiducia,

sentite all’udienza odierna le parti;

OSSERVA

  1. Si richiamano in primo luogo tutti i precedenti provvedimenti emessi da questa Corte in relazione alla procedura in oggetto, e quindi l’ordinanza di convalida dell’arresto ex art. 716 c.p.p. con applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, l’ordinanza in materia cautelare in data 26.5.2026, e soprattutto l’ordinanza in data 15.7.2026 con cui sono state richieste agli Stati Uniti informazioni su questi punti:

I) se la comunicazione e-mail in data 25.6.2026 prima citata apparentemente proveniente da [l’ADA], ADA dell’ufficio del Procuratore Distrettuale della Contea di Harris, prodotta dalla difesa del contenuto:

Hey Dick,
We do not intend to file anything with the court saying that we are not seeking the death penalty or are waiving it – We do not do that in other cases, as you know. I know that there is a document signed by Sean in the extradition packet that states explicitly that we are not seeking, nor were we ever seeking (as you all know), the death penalty in this case. Let me know if you have any questions

sia stata effettivamente inviata dalla medesima all’[avvocato difensore USA];

II) in caso positivo, in che modo si può considerare garantito da parte del governo degli Stati Uniti il rispetto della condizione relativa alla non applicazione della pena di morte o almeno alla sua non esecuzione, di cui all’art. IX del Trattato di estradizione, tenendo conto che la stessa [l’ADA] ha anche sottoscritto in data 26.5.2026 dichiarazione con cui affermava che il suo ufficio non aveva richiesto la pena di morte;

III) se è possibile che l’estradando possa essere condannato in ragione dell’attuale imputazione a pena meno grave di life imprisonment without parole raggiungendo un accordo con l’accusa (plea bargain);

IV) se l’accusa, anche appunto in vista di un accordo con l’imputato, intenda mantenere l’imputazione di multiple murder o se possa essere formulata una diversa e meno grave imputazione, in particolare in considerazione del fatto che il bambino di cui la vittima era in attesa non aveva possibilità di sopravvivere autonomamente (come attestato dal [medico legale]), essendo in atto la gravidanza in atto solo da otto settimane, e quale sarebbe la pena prevista nel caso non si procedesse per omicidio anche rispetto al nascituro;

VI) se esistono e quali sono le modalità con cui in caso di condanna alla pena di life imprisonment without parole il condannato (whole life prisoner) possa essere liberato e quali garanzie possono essere in generale date per assicurare che sia prevista per l’estradando una concreta prospettiva di rilascio o di revisione, e che quindi la pena non risulti irriducibile de iure e de facto, per esempio attraverso forme di executive clemency quali pardon, commutation of sentence, o altri istituti come compassionate release, conditional release, remission, con eventuale indicazione di dati statistici utili per la valutazione della loro concreta applicabilità.

Lo Stato richiedente ha risposto alle domande poste con due diversi documenti, una nota diplomatica dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Roma datata 14.8.2026 in risposta alle domande I) e II) e una nota dell’Office of International Affairs del Department of Justice in data 5.8.2026 in risposta alle domande III), IV) e V), documenti trasmessi prima tramite email e da ultimo pervenuti in forma cartacea, accompagnati da traduzione in italiano, il 2.9.2026.

La difesa dell’[estradando] ha fatto a sua volta pervenire una memoria in data 31.8.2026.

2. Rispetto quindi alle domande I) e II), l’Ambasciata ha di fatto, se non esplicitamente, riconosciuto che la comunicazione email apparentemente proveniente dall’[ADA] è autentica, e ne ha comunque fatto proprio il contenuto.

Si è infatti affermato che il tenore del messaggio in questione è coerente con la garanzia relativa alla pena di morte già fornita dal Governo degli Stati Uniti il 3.6.2026, in quanto nello Stato del Texas non vige un obbligo di legge per il Procuratore Distrettuale di fornire una notizia in forma scritta alla Corte o alla difesa che intende perseguire, o non perseguire, la pena di morte. Sarebbe invece pratica comune nelle cause che concernono crimini puniti con la pena di morte che, se il Procuratore Distrettuale considera di perseguire la pena di morte, informi il difensore dell’accusato mesi prima che sia presa una decisione finale per permettere alla difesa di iniziare una “mitigation investigation”. Nel caso in considerazione, in cui la pena di morte non era perseguita e non sarebbe stata perseguita, non era richiesta una tale informazione alla difesa.

La spiegazione del diritto del Texas data dall’[ADA] nella email era dunque accurata, nell’affermare che niente sarebbe stato depositato presso la Corte per dichiarare che l’Ufficio del Procuratore Distrettuale non avrebbe richiesto la pena di morte. Ciò in quanto nella pratica comune una comunicazione al difensore viene fatta solo quando viene seriamente considerata l’applicazione della pena di morte. Quindi la email in questione non avrebbe dovuto essere interpretata erroneamente come indice del fatto che l’ufficio Procuratore Distrettuale fosse indeciso sul richiedere o meno la pena di morte; al contrario il Governo degli Stati Uniti aveva assicurato, sulla base di un impegno dell’ufficio del Procuratore Distrettuale, che era stato recentemente riaffermato, che la pena di morte non sarebbe stata inflitta all’[estradando].

Quanto alle domande III), IV), V), come anticipato, queste sono stati oggetto di nota dell’Office of International Affairs del Department of Justice.

In merito alla domanda III), si è riportato che secondo l’Ufficio del procuratore distrettuale della Contea di Harris era possibile un accordo tra l’[estradando] e lo Stato del Texas per escludere la condanna alla pena dell’ergastolo senza condizionale.

L’Ufficio del procuratore distrettuale della Contea di Harris concludeva regolarmente accordi con gli imputati che portavano a ridurre le imputazioni e le relative pene; in particolare un’imputazione di omicidio aggravato potrebbe essere ridotta, mediante un accordo, a svariati reati meno gravi, fra cui omicidio semplice (punibile con 5 – 99 anni di reclusione o con l’ergastolo), omicidio colposo (manslaughter, punibile con 2 – 20 anni di reclusione), o omicidio preterintenzionale (criminally negligent homicide, punibile con 2 – 10 anni di reclusione). Le condanne per omicidio semplice, omicidio colposo e omicidio preterintenzionale prevedono tutte la possibilità della libertà condizionale.

Essendo l’accordo con l’accusa basato su un’intesa condivisa, l’Ufficio del procuratore distrettuale della Contea di Harris comunque aveva rilevato che non era in grado di speculare se esistesse la possibilità di un tale accordo con l’[estradando], garantendo in ogni caso a questa Corte di Appello che, nel caso l’[estradando] fosse stato estradato, i pubblici ministeri assegnati avrebbero considerato in buona fede eventuali proposte di accordi presentate dagli avvocati dell’[estradando]. Nel caso di un accordo riferito all’imputazione attuale l’[estradando] sarebbe stato condannato per l’omicidio di una persona, e non di due come attualmente contestatogli. Il Codice penale del Texas, Sezione 19.02(b) copre l’omicidio che causa la morte di un individuo, e il Codice penale del Texas, Sezione 19.03 (a)(7) copre l’omicidio aggravato che causa la morte di due persone nello stesso atto.

Rispetto alla domanda IV) si è risposto che l’Ufficio del procuratore distrettuale della Contea di Harris aveva riferito di voler mantenere l’attuale imputazione di omicidio multiplo, aggiungendo che a norma della legge del Texas, era possibile un accordo per ridurre l’imputazione da omicidio aggravato senza possibilità di condizionale a omicidio semplice, omicidio colposo o omicidio preterintenzionale fino a quando la giuria non emette un verdetto di colpevolezza o innocenza. Era inoltre possibile che una volta valutate le prove, una giuria emettesse un verdetto per uno dei reati meno gravi invece dell’omicidio aggravato.

La documentazione depositata presso la Corte in caso di conclusione di un accordo riflette il patteggiamento fra lo Stato del Texas e l’imputato, e non richiede la presentazione formale di una nuova imputazione penale. Se il rinvio a giudizio dell’[estradando] non avesse incluso un’accusa riguardante il nascituro, sarebbe stato accusato di omicidio semplice invece di omicidio aggravato. Codice penale del Texas, Sezione 19.02 (b)

Rispetto alla domanda V) si è risposto che dalle informazioni ricevute dall’Ufficio del procuratore distrettuale della Contea di Harris, risultava che, nel caso l’[estradando] fosse stato condannato per omicidio aggravato, gli sarebbe stata inflitta la pena di ergastolo senza condizionale, ma che questa sentenza avrebbe potuto essere annullata o ridotta.

La legge del Texas prevedeva un meccanismo di revisione costituzionalmente e giuridicamente solido de jure e de facto di appello diretto, revisione collaterale, e considerazioni per la grazia e la commutazione della sentenza. Questi meccanismi di revisione avrebbero garantito che lunghe sentenze fossero regolarmente soggette a riconsiderazione.

Si è esposto che a norma del Codice di procedura penale del Texas, Annotato, articolo 44.02, una condanna di omicidio aggravato con una sentenza di ergastolo senza possibilità di condizionale è appellabile per legge presso una Corte di appello del Texas. In aggiunta, a norma del Codice di procedura penale del Texas, Annotato, articolo 1.051, agli imputati indigenti viene assegnato un avvocato per depositare un appello diretto. La legge del Texas prevedeva inoltre una revisione collaterale mediante un habeas corpus, un diritto garantito dalla Costituzione del Texas e dalla legge; si è fatto riferimento alla Costituzione del Texas, articolo I, Sezione 12 (garanzie che il diritto di ricorso non può mai essere sospeso); Codice di procedura penale del Texas, Annotato, articolo 11.07 (procedure di habeas corpus per condanne per gravi reati incluso omicidio aggravato senza condizionale). Un individuo poteva presentare molteplici habeas corpus. Tali ricorsi dopo la condanna venivano presi in esame dalla Corte d’appello penale, la corte più alta del Texas per casi criminali.

Anche dopo che una condanna è stata confermata su appello diretto e revisione collaterale, la legge del Texas prevede diversi meccanismi costituzionali e giuridici che consentivano la riduzione di una sentenza di ergastolo senza condizionale previa revisione. Questi provvedimenti garantiscono che sentenze lunghe, inclusa la pena di ergastolo senza possibilità di condizionale, rimangano legalmente soggette a nuovi esami.

In tutti i casi penali dopo la condanna, tranne per tradimento e messa in stato di accusa (impeachment), il [Governatore del Texas] ha l’autorità, dietro raccomandazione scritta firmata e consiglio della Commissione per le grazie e la libertà condizionale (Board of Pardons and Paroles), o di una sua maggioranza, di concedere commutazioni di pene e grazie a norma della Costituzione del Texas, articolo IV, Sezione 11; Codice di Procedura penale del Texas, Annotato, articolo 48.01. In materia di commutazioni, il [Governatore] e la Commissione avrebbero determinato se la pena sembrasse eccessiva, se esistesse un termine alternativo definito equo e adeguato, e se esistessero fatti direttamente correlati ai fatti del caso, non disponibili alla corte e alla giuria al momento del processo, o un cambiamento giuridico della pena prevista per il reato che avrebbe reso eccessiva la pena originale, secondo il Codice amministrativo del Texas, articolo 37, Sezione 143.52. I detenuti condannati all’ergastolo senza possibilità di condizionale avevano anche diritto a essere presi in considerazione per il pieno indulto una volta dimostrate circostanze attenuanti (extenuating circumstances).

Un detenuto poteva richiedere la commutazione o la grazia indefinitamente.

3. Nella propria memoria del 31.8.2026 la difesa ha in primo luogo dedotto che la email del 26.5.2026 prodotta doveva ritenersi effettivamente inviata dall’[ADA].

Si è poi rilevato che la questione in ordine al concreto e grave pericolo che l’[estradando] potesse essere condannato alla pena capitale rimaneva irrisolta in quanto non era stata fornita alcuna garanzia in ordine alla rinuncia da parte del Procuratore Distrettuale a chiedere la pena di morte. Ciò sarebbe stato in aperto contrasto con l’art. 1.13 (b) del codice di procedura penale del Texas secondo cui “nei casi di reati capitali in cui il pubblico ministero comunica al tribunale e all’imputato che non richiederà la pena di morte, l’imputato può rinunciare al diritto al processo con giuria, ma solo se il pubblico ministero acconsente per iscritto e in pubblica udienza a tale rinuncia”.

La email avrebbe quindi dimostrato senza dubbio alcuno come il Procuratore non intendesse rinunciare alla richiesta della pena capitale nei confronti dell’[estradando]; il Governo degli Stati Uniti sarebbe stato perfettamente consapevole che, se avesse dichiarato apertamente che non intendeva rinunciare alla pena di morte nei confronti dell’[estradando], questi non sarebbe stato estradato. Pertanto, l’Ambasciata degli USA persisteva nel sostenere che la pena di morte non sarebbe stata chiesta ovvero non sarebbe stata eseguita, dichiarazioni, però, smentite dall’[ADA] che aveva dichiarato per iscritto che non intendeva rinunciare alla richiesta di pena capitale.

Inoltre dalla documentazione integrativa emergeva come il mutamento dell’imputazione in una di minore gravità e, pertanto, l’applicazione di una pena diversa da quella capitale o dall’ergastolo senza possibilità di condizionale dipenda da un accordo tra accusa e difesa. In altri termini, significava che l’[estradando] dovrebbe professarsi colpevole, nonostante vi fossero concreti elementi in grado di dimostrare la sua innocenza, e sperare nella clemenza del Procuratore Distrettuale, risultando aleatoria comunque la conclusione di un accordo. Da quanto riportato nelle informazioni date, emergeva “in maniera lapidaria” come vi fossero solo due possibilità: o l’[estradando] tentava di trovare un accordo perché fosse formulata un’accusa meno grave nei suoi confronti con conseguente irrogazione di una diversa pena da quella capitale o dall’ergastolo without parole o l’accusa avrebbe perseverato nel ritenerlo colpevole del delitto a lui attualmente ascritto.

Con riguardo alla quinta domanda, il Dipartimento di giustizia degli USA avrebbe dato ragione alla difesa ammettendo che nel Texas non esistono strumenti di revisione effettiva e tempestiva dell’ergastolo senza condizionale.

L’habeas corpus era infatti un istituto profondamente diverso da quello di revisione di una pena, assimilabile, infatti, all’istituto italiano della revisione del processo penale. Si è richiamato il costante orientamento della giurisprudenza della Corte EDU secondo cui l’ergastolo senza possibilità di revisione della pena è una violazione dei diritti umani, poiché l’impossibilità della scarcerazione è considerata un trattamento degradante e inumano contro il condannato, con conseguente violazione dell’art. 3 della CEDU.

Il condannato non aveva un diritto alla grazia, la quale non costituiva una reale revisione della pena, trattandosi di un istituto di natura puramente discrezionale concesso dal [Governatore], per il quale erano del tutto assenti garanzie contro il rischio di un uso arbitrario di questa sua prerogativa.

L’attuale [Governatore del Texas], in carica dall’anno 2015 e dunque da ben 11 anni, aveva concesso la grazia in soli due casi di reati gravi o condanne a morte: nel 2018 quando aveva firmato la sua unica commutazione di una pena di morte in ergastolo a soli 40 minuti dall’esecuzione programmata di un condannato, e nel 2024 quando aveva concesso la grazia totale a un altro condannato a seguito di una forte pressione politica e mediatica da parte “dell’ala conservatrice statunitense”. Emergeva, quindi, come la grazia fosse un istituto scarsamente applicato nell’ordinamento texano nel caso di gravi delitti, come quello de quo, e in ogni caso lasciato alla discrezionalità del [Governatore]. In altri termini, lo Stato del Texas non prevedeva un vero e proprio procedimento giurisdizionale o paragiurisdizionale di “parole” e, dunque, la pena dell’ergastolo senza condizionale non risultava riducibile in violazione dell’art. 3 CEDU poiché non era assicurato un meccanismo di riesame “compatibile con la Convenzione” idoneo a garantire la riducibilità de facto della pena. Secondo il costante orientamento della giurisprudenza della Corte EDU la procedura di grazia individuale non può rendere riducibile una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale ai fini dell’articolo 3 della Convenzione in quanto priva di garanzie procedurali e fondata su una logica discrezionale, incompatibile con gli standard convenzionali¹.


¹ A sostegno di quanto affermato, la difesa ha allegato una email proveniente dall’[avvocato difensore USA], difensore dell’[estradando] nel processo texano del testo:

Dear Colleague
My reaction to the assurances that the prosecution could enter a plea bargain to a lesser offense and/or a lesser sentence is that although such is possible, there is no realistic possibility that will be done.
First, there is no chance that [l’estradando] would plead guilty to any crime involving his wife’s death.
Second, I don’t believe there is any possibility that the prosecution would offer a plea bargain less than life imprisonment. In other words, my opinion is that the US is offering the possibility of a lesser charge or reduced punishment simply to oppose asylum or to advocate for extradition, even though the US and the prosecution knows there is no reasonable possibility that could occur.
Rather, as the charges stand now, the only possible punishment upon conviction is an automatic sentence of imprisonment for life, without possibility of parole, leniency, clemency, or reduced sentence for good behavior or rehabilitation.


4. All’udienza del 7.9.2026 il PG. in principalità ha insistito per l’accoglimento della richiesta di estradizione, posto che il Governo degli Stati Uniti d’America si era impegnato formalmente a non infliggere la pena capitale o qualora la stessa fosse inflitta a non applicarla; in subordine ha chiesto, qualora anche la Corte fosse dello stesso avviso, che venissero richieste ulteriori specificazioni sulla possibilità esistente nell’ordinamento dello Stato del Texas di un meccanismo analogo a quello previsto dall’art. 176 c.p. che, in un’ottica di interpretazione costituzionalmente orientata, nel rispetto dell’art. 27 Cost. e della giurisprudenza della CEDU, prenda in considerazione il percorso di ravvedimento del condannato ai fini della funzione rieducativa della pena.

Il difensore ha chiesto il rigetto, evidenziando due problematiche:

  1. la mancanza di una presa di posizione chiara da parte del Procuratore Distrettuale della contea di Harris, laddove in caso di rinuncia esplicita a richiedere la pena di morte, l’[estradando] potrebbe tra l’altro considerare di chiedere un processo senza giuria; vista poi l’intenzione del Procuratore Distrettuale di mantenere l’imputazione, per avere una pena inferiore al life imprisonment without parole, l’[estradando] dovrebbe ammettere la propria colpevolezza e sperare in un accordo, che il Procuratore Distrettuale valuterebbe in buona fede, secondo quanto affermato nella nota diplomatica;
  2. la mancanza di strumenti di revisione del life imprisonment without parole, non essendo tali l’appello e l’habeas corpus, corrispondente ad una revisione sulla materia della responsabilità; quanto alla grazia, gli Stati Uniti non hanno risposto in merito ai casi concreti come richiesto dalla Corte, e risultavano comunque solo i due casi riportati nella memoria difensiva.

5. All’esito della disamina di quanto pervenuto e considerate le argomentazioni delle parti, la Corte ritiene che le informazioni integrative trasmesse non consentano di adottare una decisione adeguatamente approfondita sulla richiesta di estradizione.

Preliminarmente si censura il fatto che siano state citate numerose norme di diritto interno statunitense senza fornirne il testo, tanto meno in forma tradotta, il che risulta in violazione del dovere di collaborazione con lo Stato richiesto. Ciò nonostante, la Corte ha impiegato la propria diligenza nel cercare di comprendere al meglio il quadro giuridico emergente, comunque ritenendo necessari ulteriori chiarimenti.

5.1. Quanto alla tematica della pena di morte, il Governo degli Stati Uniti ha affermato di fornire la garanzia prevista dal vigente art. IX del Trattato di estradizione, e che il contenuto della email dell’[ADA] prodotta dalla difesa sarebbe del tutto in linea con la procedura dello Stato del Texas.

Questa Corte segnala però che è necessario che vi sia una garanzia assoluta del rispetto della condizione di non imposizione della pena di morte secondo una interpretazione costituzionalmente orientata della norma pattizia di cui all’art. IX del trattato come trasposta nel nostro ordinamento, secondo i principi di cui alla sentenza 223/96 già riportati nella ordinanza del 15.7.2026.

A questo proposito appare pertinente, di nuovo evidenziandosi il difetto di chiarezza nelle informazioni relative al diritto interno, il richiamo della difesa all’art. 1.13 del codice di procedura penale del Texas che riguarda la rinuncia al processo con giuria e in cui è esplicitamente prevista nei casi in cui si proceda per un caso di capital felony una comunicazione da parte dello Stato (e quindi del Procuratore Distrettuale) diretta alla Corte e alla difesa sia di intenzione di perseguire la condanna alla pena di morte sia di rinunciarvi.

La norma quindi prevede nel suo testo originale in lingua inglese²:

Art. 1.13. WAIVER OF TRIAL BY JURY. (a) The defendant in a criminal prosecution for any offense other than a capital felony case in which the state notifies the court and the defendant that it will seek the death penalty shall have the right, upon entering a plea, to waive the right of trial by jury, conditioned, however, that, except as provided by Article 27.19, the waiver must be made in person by the defendant in writing in open court with the consent and approval of the court, and the attorney representing the state. The consent and approval by the court shall be entered of record on the minutes of the court, and the consent and approval of the attorney representing the state shall be in writing, signed by that attorney, and filed in the papers of the cause before the defendant enters the defendant’s plea.
(b) In a capital felony case in which the attorney representing the State notifies the court and the defendant that it will not seek the death penalty, the defendant may waive the right to trial by jury but only if the attorney representing the State, in writing and in open court, consents to the waiver.
(c) A defendant may agree to waive a jury trial regardless of whether the defendant is represented by an attorney at the time of making the waiver, but before a defendant charged with a felony who has no attorney can agree to waive the jury, the court must appoint an attorney to represent him.

Su questa base si pone il dubbio rilevante che quanto riferito nella nota dell’Ambasciata rispetto al diritto texano possa non essere corretto; in ogni caso risulta necessario che sia data garanzia che il Procuratore Distrettuale della Contea di Harris abbia definitivamente rinunciato ad ottenere la pena di morte, rimanendo tale circostanza allo stato non chiara, specie in considerazione di quanto comunicato dall’[ADA].

Ancora va rilevato che, nonostante la nota diplomatica parli di un impegno vincolante assunto dal Procuratore Distrettuale della Contea di Harris, e la più volte citata email dell’[ADA] sembri far riferimento ad una dichiarazione firmata dal [Procuratore Distrettuale] (come già evidenziato nell’ordinanza del 15.7) non sia mai stata trasmessa una dichiarazione scritta a sua firma. In altri casi di estradizione richiesta dagli Stati Uniti per un reato di competenza statale risulta che il Procuratore Distrettuale interessato abbia fornito una dichiarazione sottoscritta (affidavit) vincolante anche per i futuri Procuratori Distrettuali e prosecutors che si sarebbero occupati del caso³.

Questa Corte ritiene necessario che una tale dichiarazione sia fornita, e anche che sia assicurato che non possa essere comunque inflitta la pena di morte in assenza di richiesta del Procuratore Distrettuale.

5.2. In materia poi di life imprisonment without parole, il regime delle impugnazioni della condanna, appello e revisione collaterale come descritto nel caso di specie, per quanto compreso dalla Corte, non sembra poter direttamente incidere rispetto ad una riduzione della pena. Risulta che quella del life imprisonment without parole sia sanzione automatica in caso di condanna per il reato di omicidio plurimo, qualora non vi sia la condanna alla pena di morte; solo quindi una assoluzione nel merito o una riqualificazione in un delitto meno grave potrebbero portare ad una riduzione della pena, ma non è invece prospettabile tramite i mezzi di impugnazione una riconsiderazione della sua eccessiva gravità se venga confermata la condanna per l’imputazione che il Procuratore Distrettuale della Contea di Harris intende mantenere.

È stato appunto affermato con chiarezza che l’imputazione di omicidio plurimo rimane ferma, con la relativa conseguenza in tema di pena in caso di condanna; se è possibile che si arrivi ad una condanna per un reato meno grave, questa è una mera eventualità, rimanendo fermo il rischio di una condanna, nel caso migliore, alla pena di life imprisonment without parole.

Un plea bargain potrebbe pure per quanto riferito portare al risultato di attenuare la pena; come si desume anche da fonti ufficiali⁴, un accordo del genere prevede per sua stessa definizione che l’imputato si dichiari colpevole (“plead guilty”), rinunciando alla difesa nel merito della responsabilità. Dato che da parte sua l’[estradando] persiste nel dichiararsi non colpevole, come suo diritto, allo stato non pare neanche prospettabile un accordo.

Ne deriva che è necessario a questa Corte accertare che vi siano meccanismi, seppure non corrispondenti a quelli richiesti dalla giurisprudenza della Corte EDU agli stati aderenti o alla liberazione condizionale, ma che comunque diano al condannato a vita una speranza di poter riguadagnare la libertà sulla base del processo di rieducazione intrapreso durante la carcerazione; si tratta di condizione ineliminabile anche per poter ricondurre l’ergastolo entro il rispetto dell’art. 27 Cost, come stabilito dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Se infatti il rilascio dovesse avvenire solo per motivi compassionevoli, o per una riconsiderazione dei fatti che hanno portato alla condanna, non sarebbe ricollegato al processo di rieducazione, mentre per l’art. 27 comma 3 Cost. le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.

Nelle sentenze in materia di ergastolo, compreso quello “ostativo”, la Corte Costituzionale ha quindi ricollegato la costituzionalità della pena a vita alla previsione della liberazione condizionale (si vedano in particolare le sentenze 264/74, 97/21); sulla necessità di uno strumento di revisione della pena legato al processo rieducativo si è espressa anche la Corte EDU rispetto all’istituto dell’ergastolo ostativo nella sentenza Viola c. Italia, 77633/16.

Dalle informazioni trasmesse non è possibile evincere che un meccanismo del genere indicato sia previsto nel diritto dello Stato del Texas; in particolare rispetto alla commutazione della pena il titolo 37, chapter 143, rule 52 del codice amministrativo del Texas⁵ pare prevedere non solo una procedura molto rigorosa e una discrezionalità del [Governatore], ma anche fare riferimento a circostanze concernenti i fatti per cui vi è stata condanna non emersi nel corso del giudizio e non a comportamenti positivi tenuti dal condannato durante l’esecuzione che facciano ritenere una sua emenda e l’eccessività della pena inflitta. È infatti prevista per attivare la procedura una raccomandazione di almeno due su tre dei trial officials (giudice del caso, Procuratore Distrettuale e sceriffo), che includa una esposizione delle ragioni della raccomandazione basata su fatti dei casi esistenti, ma non disponibili alla corte o alla giuria al momento del processo, o un cambiamento normativo in relazione alla pena prevista che faccia ritenere quella originaria eccessiva⁶.

A prescindere dalla estrema difficoltà di ottenere una raccomandazione come quella richiesta, pare che niente abbia a che vedere con l’emenda del condannato.

Altrettanto sembra desumersi per il full pardon, che secondo quanto rappresentato nelle informazioni integrative sarebbe legato a “extenuating circustamces” che pure possono mitigare la gravità del fatto, ma non riguardano il processo rieducativo⁷.

Va anche rilevato che non è stata data risposta alla richiesta di indicazione di dati statistici in merito all’applicazione di istituti di clemenza, che si ritiene di rinnovare.

Tutto il sistema, per quanto questa Corte comprende, implica che il life imprisonment without parole abbia l’unico scopo di eliminare fisicamente il condannato dalla vita sociale, non differentemente dalla pena di morte; in apparenza risulta non rilevante quanto possa la personalità del condannato modificarsi nel corso dell’esecuzione della pena, che può essere mitigata solo se emergono fatti che possano incidere sul giudizio di gravità del fatto già formulato nel processo di merito o venga modificata la pena prevista dalla legge. Si tratta di una lettura fatta appunto dal Collegio, che può essere modificata in caso di diverse indicazioni da parte dello Stato richiedente.

5.3. Per quanto osservato, anche in considerazione delle richieste del PG, si ritiene necessario porre ulteriori domande in questo senso:

I) richiedere al Procuratore Distrettuale della Contea di Harris che fornisca una dichiarazione scritta vincolante per sé, i suoi successori nell’incarico e ogni futuro prosecutor che si occupi del caso, di intendere irrevocabilmente rinunciare a richiedere la pena di morte;

II) chiarire se in caso vi sia la rinuncia in oggetto la giuria o il giudice abbiano o meno la possibilità di condannare l’[estradando] alla pena di morte;

III) chiarire se vi siano meccanismi che consentano una revisione della pena in caso di condanna al life imprisonment without parole basati sul processo di rieducazione ed emenda del condannato, e non su ragioni meramente umanitarie, o su circostanze inerenti i fatti per cui è stata pronunciata la condanna o su un cambiamento delle norme sulla pena, e la frequenza della loro applicazione.

Si fissa per la trasmissione della risposta il termine del 30.9.2026, rinviando all’udienza del 7.10.2026 per la decisione.

PQM

Visto l’art. XI del Trattato di estradizione tra il Governo degli Stati Uniti d’America e il Governo della Repubblica italiana, richiede allo Stato richiedente (Dipartimento della Giustizia) di fornire la documentazione aggiuntiva indicata in parte motiva, fissando termine per la risposta fino al 30 settembre 2026;

fissa per la prosecuzione l’udienza davanti a questa Corte in data 7 ottobre 2026, ore 9,30.

Manda la Cancelleria per quanto di competenza.

Così deciso in Torino, all’esito della camera di consiglio in data 7 settembre 2026

Il Consigliere Relatore
Dott.ssa Marta STERPOS

La Presidente
Dott.ssa Cristina PALMESINO


Note a piè di pagina:

¹ A sostegno di quanto affermato, la difesa ha allegato una email proveniente dall’[avvocato difensore USA], difensore dell’[estradando] nel processo texano del testo (riportata sopra)

² Come reperito all’indirizzo https://statutes.capitol.texas.gov/docviewer?docName=CR.1.htm

³ In particolare di un tale impegno si riferisce nella sentenza della Corte EDU nel caso Einhorn vs. France, 71555/01, https://hudoc.echr.coe.int/eng#{%22itemid%22:[%22001-22159%22]}

⁴ Si veda https://www.justice.gov/usao/justice-101/pleabargaining

⁵ Come reperito all’indirizzo https://texas-sos.appianportalsgov.com/rules-and-meetings?$locale=en_US&interface=VIEW_TAC_SUMMARY&queryAsDate=09%2F08%2F2026&recordId=19085

⁶ Come si legge nella norma “a statement of the reasons for the recommendation based upon facts directly related to the facts of the cases and in existence, but not available to, the court or jury at the time of the trial, or a statutory change in penalty for the crime which would appear to make the original penalty excessive”

⁷ Si veda sul punto a titolo di esempio la definizione fornita sul sito della Cornell Law School (https://www.law.cornell.edu/wex/extenuating_circumstances) secondo cui “extenuating circumstances (also called mitigating factors) are the surrounding facts or details essential to fully understanding the context of a situation. With this additional context, the unlawful actions a person took may be interpreted as less severe, or that person’s culpability may be diminished. In a criminal trial, a showing of extenuating circumstances might result in a lesser charge or a reduction in punishment, such as a shorter sentence. In civil cases, extenuating circumstances may decrease the amount of damages awarded.”